Comune di

Montorio nei Frentani


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Gastronomia

 

olioextra-montorioCircondato da frutteti, oliveti e vigneti, a Montorio nei Frentani rifioriscono le antiche tradizioni gastronomiche. Di questa terra dalle origini antiche e dalla gente semplice, piatti poveri, gusti forti, prodotti genuini. A cominciare dall’olio extravergine fornito da olivi secolari, di ottima qualità, infatti il comune di Montorio nei Frentani è “Città dell’olio”.Per la produzione dell’olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Molise” sono utilizzate congiuntamente o disgiuntamente, per almeno l’80%, le drupe prodotte dalle seguenti varietà presenti sul territorio del comune di Montorio nei Frentani: la Gentile di Larino (50%), l’oliva nera di Colletorto (chiamata San giulianese 30%), la Salegna, la Rosciola (Rotello), la San Pardo (Larino). Ed infine il Leccino, coltura importata in Molise negli ultimi vent’anni. I principali pregi della gastronomia montoriese sono la genuinità del prodotto provenienti da una pura tradizione contadina. Il Territorio è ricco di frutta, ortaggi, pomodori, e rinomatissimo per l’olio extra vergine d’oliva. Tra i  gustosi piatti tipici della zona, semplici nella preparazione e negli ingredienti (farina, granone, olio, uova, lardo ed altri prodotti di vasta produzione locale), che traggono origine dalla cucina povera e frugale, ma sana ed essenziale dei contadini e dei pastori di un tempo, i “Frascatielle” (noccioli di pasta bollita conditi con olio, peperoncino e sale), i “ Taccozze du m’lin ”, i “ciufel’ du seppulecr”, le “ Scarpelle ”(pasta di pane fritta) e i “ Bucatini con la mollica ” , entrambi degustabili durante la festa di San Giuseppe (19 marzo).

Frascatielle

GranoPasta a base di grano duro fatta di grumi sferici di vario diametro. Le materie impiegate sono: farina di grano duro e acqua. La sua preparazione è particolare infatti, una volta allargata la farina e stesa su una spianatoia, si spruzzano delle gocce di acqua utilizzando un piccolo arnese costituito da un fascio di rametti di miglio con i semi “mazziglio”. Si lasciano cadere, quindi, molte gocce d’acqua fredda con un movimento simile a quello fatto dai Sacerdoti quando aspergono l’acqua benedetta. In questo modo si formano dei grumi sferici di vario diametro che vengono separati dalla restante farina con il setaccio. La pasta così ottenuta viene cotta e condita con il brodo di carne oppure con salsa di pomodoro. Aneddoti  “Pare ru chellare d’ì frascatielle”. Con tale detto si indica una persona brontolona. Infatti i frascatielle mentre cuociono in abbondante acqua pare che borbottino venendo a galla.