Comune di

Montorio nei Frentani


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Arte e Monumenti

 

La chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta

Chiesa Santa Maria AssuntaDi antica origine, la chiesa fu ricostruita intorno al 1731-38, nel punto più alto dell’abitato, dove sorgeva un’altra chiesa di origine normanna, ad una sola nave, crollata per il terremoto del 1656. La facciata presenta semplicità di linea, e sul lato sinistro si trova la massiccia torre campanaria, dapprima distaccata dalla chiesa ed ingrandita nel 1727. La chiesa, definita dal Tria “una delle più belle e distinte chiese della Diocesi” presenta l’interno, diviso in tre navate, ed è lunga mt. 28, larga mt. 17 ed alta mt. 11 per una superficie di mq. 480. Conserva un pregevole altare maggiore in marmi policromi, dove si conserva il corpo di S. Costanzo, un coro ligneo è in noce massiccia intagliato a motivi floreali, il quadro dell’Assunzione di scuola fiamminga, sulla parete del coro, con una ricca cornice barocca, una pala d’altare di Teodoro d’Errico, raffigurante l’Annunciazione e la Pala di S. Caterina d’Alessandria di autore ignoto, ma rilevante testimonianza del rito greco in uso nella zona. Pregevole l’organo tripartito del 1779, le cui canne sono inquadrate tra motivi ornamentali.
Nella chiesa sono conservate diverse opere d’arte, tra cui quattro tele e dodici medaglioni su tela di Paolo Gamba e un dipinto di Antonio Solaro, detto lo Zingaro. Le tele di Gamba rappresentano “l’Immacolata Concezione”, “l’Addolorata”, la “Madonna del Purgatorio” e la “Sacra Famiglia”; nei medaglioni sono raffigurati a mezzo busto i quattro Evangelisti e quattro Profeti. Della primitiva chiesa rimane l’acquasantiera, composta da parti di varia provenienza.

 

La chiesa di S. Maria del Carmine

Chiesa Santa Maria del CarmineÈ una piccola cappella fondata forse agli inizi del secolo XIX, e certamente non anteriormente alla seconda metà del secolo XVIII, non essendo menzionata dal Mons. Tria. La cappella, quando il paese era cintato da mura, era collocata immediatamente fuori dall’abitato in prossimità della porta di S.Sebastiano sulla strada che portava a Larino. Era stata edificata in onore di S.Sebastiano Martire. Successivamente fu dedicata alla Madonna del Carmelo. Non presenta nulla di notevole in materia artistica.  È sede della omonima Confraternita.

 

Il palazzo Marchesale Magliano

PalazzoMaglianoPalazzo Magliano, oggi casa privata, è un modello di abitazione nobiliare di origine medievale, poi trasformato nel corso dei secoli. Non è possibile risalire con certezza alla data di edificazione del palazzo Magliano, in quanto l’unico documento è un’iscrizione in latino posta sull’architrave della porta d’ingresso, che reca la data del 1737, riferibile a una delle ricostruzioni che sicuramente hanno interessato l’edificio.

Anche sulla finestra del loggiato è visibile un’iscrizione in latino, che si riferisce invece ai costruttori del palazzo, indicati con le sole iniziali A P M. Dalla sua struttura possente e dalle mura a scarpa si capisce che originariamente doveva essere parte di un complesso sistema difensivo-residenziale, ma i cambiamenti subiti nel corso dei secoli ne hanno alterato l’aspetto fino a inglobarlo totalmente tra le case del paese. La funzione difensiva che l’edificio ha avuto in passato è chiaramente denunciata dal fatto che il palazzo è stato costruito sulle antiche mura di cinta di Montorio nei Frentani. Le mura includono anche “Porta Caticchio”, una tra le più antiche e caratteristiche porte di Il palazzo prende il nome da Domenico Magliano, presente a Montorio già dal 1714 e appartenente ad una delle famiglie più illustri dell’epoca, residenti nella Terra Vecchia. L’iscrizione datata 1737 è probabilmente relativa a interventi di ristrutturazione o ricostruzione curati dalla famiglia Magliano quando prese possesso del palazzo.
Percorrendo i caratteristici vicoletti del centro storico di Montorio dei Frentani si arriva a Palazzo Magliano. L’edificio, rivestito interamente di pietre di piccole dimensioni, si confonde tra le costruzioni che lo circondano. Il palazzo, a pianta quadrangolare, si sviluppa su due piani ed è riconoscibile dalle due colonnine che affiancano la porta d’ingresso, al centro dell’edificio.

Il portale originario è stato sostituito da una semplice porta di dimensioni più modeste, sormontata ancora dall’antico arco a tutto sesto, decorato a motivi geometrici e dallo stemma di una delle famiglie che in passato hanno dimorato nell’edificio.  In facciata si notano i tre balconi del piano nobile ma anche un secondo ingresso, sulla destra, costituito da un portale in legno. Nella parte posteriore dell’edificio si trova una balconata sorretta da tre archi a tutto sesto e un piccolo giardino. Dell’antico castello, attualmente trasformato in palazzo, è possibile ancora oggi scorgere le basi a scarpa e una torre. L’interno del palazzo ha subito numerose modifiche nel corso del tempo, che ne hanno alterato l’aspetto originario. La parte che meglio conserva le antiche sembianze è una sorta di atrio, che accoglie un arco a tutto sesto e una caratteristica scalinata che conduce ai piani superiori. L’interno non è visitabile perché abitato da diverse famiglie.

Fontane e Antiche Porte

Antica portaSotto l’aspetto urbanistico-monumentale, l’abitato è costituito dalla Terra Vecchia o Rocca e dal Borgo Murato, muniti di torri e porte di accesso, ancora visibili ma che mostrano indelebili ferite di un recente rovinoso sisma. Di queste, le più importanti sono: Porta Falsa, Porta S.Pietro o Magliano, Porta Larino o S. Sebastiano.

Fonte VecchiaFonte Vecchia
Nei quattro punti cardinali del paese sono dislocate delle fontane: Fonte Vacchia, Fonte Trocche, Fonte San Michele, San Mauro, San Marco costruite in passato per approvvigionare di acqua la popolazione.